Commenti dei firmatari della petizione

Sono centinaia da tutto il mondo i commenti che stiamo raccogliendo dai firmatari della petizione. Ne riportiamo qui solo alcuni. Grazie a tutti.


LUIGI COSIO

Brescia

Quando l'uomo uccidera' la belva che ha dentro?


SARA PESENTI

Bergamo 

E' inaudito che l'Italia, considerata da sempre paese aperto e accogliente, partecipi a questi terribili crimini contro l' umanità, e che la gente abbia paura non solo di parlarne, ma anche di sapere, tanto che il film non viene deiffuso. Mi vergogno di essere italiana.

CARLA MARTIGNANI

Bologna

Rompiamo il silenzio! il mondo è di tutti! Prima ancora dei governi è delle persone che lo abitano.

CLAUDIA FRISA

Imola

Avete avuto la fortuna di nascere in un paese cosiddetto "ricco", può essere che nella prossima vita non abbiate la stessa fortuna.


ERNESTO ROSSI

Milanonon conosco il film, ma lavoro com migranti rom, il cui destino e quello il cui destino e quello dei loro figli è sempre ncerto e spesso feroce. so cosa accade in Libia ai migranti che fuggono dalla fame e dalle guerre.Abbiamo innalzato un muro contro di loro per respingerli. basta muri: ieri Berlino, oggi USA/Messico, Palestina, Saharaoui, Ceuta e Melilla...cominciamo a togliere questi, e poi quelli più duri che stanno nella testa delle persone.

ANDREA BERNE'

Milano

Ritengo sia importante che qualora si deleghi a paesi terzi l'applicazione di normative atte a regolamentare il flusso delle emigrazioni "alla fonte", tali paesi debbano attenersi al 100 % a comportamenti degni dei principi di uno stato di diritto occidentale. Qualora ciò non avvenga o non sia controllabile, ogni forma di finanziamento è da ritenersi come un foraggiamento di stato a forme criminali nei confronti dell'umanità e pertanto sospeso. Ogni ipocrisia deve essere bandita.


CARLO BRACCI

Roma

mi consola che l'attuale opposizione prenda a cuore il problema del respingimento alla frontiera tra Libia ed Europa, visto che quando era al governo ha fatto accordi simili a firma del ministro Amato



ROBERTO CIRELLI

Trieste

è uno scandalo che i nostri soldi di contribuenti vengano spesi per imporre torture e crudeltà su gente che soffre e che avrebbe bisogno di aiuto, aiutarli costerebbe meno che pagare polizia e mercenari senza scrupoli. basta per favore!


NOEMI FAVITTA

Verona

ho visto il film al festival africano a Verona. Bisogna diffonderlo il più possibile, nelle scuole ma anche in tv. Un conto è sapere qualcosa, un conto "vedere" e "sentire". Grazie per questo film. Grazie per questo impegno.


SILVIA VIOLA

Sanremo

Grazie per l opportunita di un  piccolo gesto di solidarieta contro i soprusi



EDDA SPADACCINI

Roma

Sono vecchia e non credevo di dover venire a conoscenza ancora di simili indecenze.


FRANCO MARANGONI

Verona

Un film eccelente che da tanto su cui pensare. Speriamo che un giorno la dignita' umana sia concesso a tutta l'umanita'.


ANNA PETRACIN

Padova

Quello che piu' mi spaventa e' la deprivazione della dignita' di queste persone e il fatto che vengono usati come carne da macello, venendo ingannati da un vero e proprio business. Certo non possono essere accolti in Italia tutti questi disperati in cerca di un destino migliore o in fuga da guerre e carestie e quindi biisognerebbe trovare un modo a livello di ComComunita' Europea per punire assolutamente questo sfruttamento e questa disinformazione


IRENE SABBADIN

Treviso

Non ho commenti, se non la vergogna di essere un essere umano che può solo fare una firma per tentare di fermare un genocidio continuo.


ELENA LURASCHI

Napoli

HO VISTO IL DOCUMENTARIO A NAPOLI la cosa più IMPORTANTE è CHE LA GENTE SAPPIA


FEDERICO D'ANTONI

Roma

E' doveroso far luce su quanto emerso dal documentario. Anche parlando con persone che hanno intrapreso questi viaggi ci si rende conto di quanto se ne sappia poco. I recenti accordi Italia-Libia non possono e non devono nascondere queste orribili realtà.


DONATA FORIOSO

Napoli

Dopo aver visto la proiezione del documentario oggi a Napoli, la firma era d'obbligo..



FOUCRAS LUCIENNE

Francia

Personne n'émigre sans de bonnes raisons: persécutions politiques,guerres ou misère. L'Europe ne peut pas rester indifférente à ces drames. Il faut qu'elle dénonce les persécutions politiques où qu'elles se produisent et qu'elle ait une vraie volonté de lutter contre la faim dans le monde et contre toutes les formes de violence. Quand on sait que 1200 milliards sont dépensés dans le monde chaque année pour fabriquer de l'armement, il est facile de voir ce qu'on peut et doit faire.

 

THIOUNE MAMADOU

Senegal

Le monde est dans l'humanisme et la détention barbare n'est plus à la mode.

 

LUCINA MANDILLO

Rieti

Sono contentissima di poter aderire con la mia firma

 

PARFAIT GENEVIEVE

Belgio

the results of the enquiry should be published openly to the whole of Europe and to all persons involved in this "migration policy" in Europe. Such extremes are the result of a inhuman view that is high time it changes.

LARA CAMILLONI

Italia

Non possiamo retsare in silenzio a guardare lo scempio che avviene


MARIANNA TEBALDI

Campogalliano (MO)

Non è costruendo nuovi carceri che si fermala rabbia, nonè con una mano che si fermail vento!

 

SARA MANZI                 

Bientina (PI)

My biggest dream is to live in a world in peace where human rights have a large part in the existence of everybody and not just words in milions of papers ,in the mouths of power' s men!!

 

DELPHINE O’KEEFEE

Dublin

No detention camps for migrants!

 

DOMINIQUE LEMARCHAL

Paris

I support your action

 

 BERNARD COUTERNON

Francia

Una vergogna!

 

ALESSANDRO MAGGIORI

Segrate (MI)

Basta con la vergogna dei lager per migranti dentro e fuori Schengen!!


GIANFRANCO SANTACATERINA

Schio (VI)

Viviamo un'epoca davvero buia per l'umanità, ma non si può sempre chiudere gli occhi di fronte alla barbarie...

ELISABETTA GALLI

Cisliano (MI)

E' vergognoso parlare di civiltà italiana, quando si collabora con un governo che tratta i migranti africani come fosssero bestie o peggio. Ogni uomo che fugge dal proprio Paese deve essere accolto da fratello, vero fratello, in amicizia e con rispetto.
Grazie a chi si sta prodigando per il diffondersi di una migliore coscienza civile, umana, morale

MOHSEN LIHIDEB

Tunsia

They are coming, They are coming...History, colonialism, poverty, global warming, local corrupted politicians...unfortunatly created this situation, wich is a new sort of mass destruction.
Nobody is innocent, and their should be a stabilizing efforts at the source, investements and work opportunities in the countries of origin.

KHALIL JEMMAH

Marocco

Alors que l’Union européenne et l’Union africaine discutaient, en Libye, de l’émigration, une association marocaine dénonce le pays de Kadhafi. "Qu’on me rende le corps de mon fils !". Ce cri de désespoir est celui du père d’Aydouni Mohamed, un jeune Marocain qui s’est rendu en Libye, il y a trois ans, dans l’espoir de passer plus tard, clandestinement, en Italie. À 28 ans, Mohamed croyait dur comme fer à ses chances, au point de payer 4 000 euros à un passeur, membre de sa propre famille. Il n’est pas revenu et, officiellement, il est considéré comme mort. Malgré des recherches en Libye, ses parents ne parviennent pas à trouver son corps. Ils accusent les autorités libyennes de l’avoir liquidé et le passeur de continuer à sévir en toute impunité.
Les parents de Mohamed ne sont pas seuls dans ce cas. De nombreuses familles sont sans nouvelle d’un fils, d’une fille, d’un frère ou d’une sœur, tous partis vers
la Libye dans l’espoir d’entrer coûte que coûte en Italie. Et c’est au moment où, la semaine dernière, l’Europe et l’Afrique tenaient une conférence ministérielle sur les migrations, à Tripoli, sous la présidence libyenne, que l’Association marocaine des familles et des amis des victimes de l’immigration clandestine (Afvic) rendait publics une soixantaine de témoignages. Parmi eux, ceux de quelques rescapés de l’aventure libyenne. Tandis qu’à Tripoli, la conférence concluait que "la migration illégale ne doit pas être abordée uniquement sous l’angle de la sécurité", à Casablanca, Khalil Jemmah, président de l’Afvic, dénonçait : "Près de 750 migrants marocains et un nombre encore plus important d’Africains subsahariens sont jetés, sans procès, dans les centres de détentions libyens". Et d’évoquer des cas de torture et de spoliation de biens de ces migrants "clandestins". Selon lui, des éléments des forces de l’ordre libyennes sont responsables de ces actes. Khalil Jemmah dénonce également des cas de viol de jeunes émigrées en situation irrégulière, dans des centres de détention.

WOLFERS MURIEL

Belgio

D’une famille de migrants, fille de migrant, sœur de migrant, femme de migrant, je suis très inquiète des dérives meurtrières des politiques européennes en matière d'immigration. Un ensemble de pays qui prétend enseigner au reste du monde la démocratie ne peut pas être crédible si il foule aux pieds tous les principes sur lesquels il prétend s'être construit (la paix, la prospérité, les droits de l'homme, ..)

GIANCARLO CENCI

Firenze

Bisogna intervenire nei paesi di origine degli emigrati dove c’è una dittatura ferrea specialmente in Eritrea

ENRICO CASSANELLI

Italia

non ignorate la sofferenza degli innocenti

MANUELA NOTARRIGO

Roma

E’ vergognoso il comportamento dell'italia così come della comunità europea sul tema immigrazione. è vergognoso che l'italia finanzi paesi come la libia e promuova in questo modo centri di tortura -perchè di questo si tratta- camuffati da carceri.

FIONA ELIZABETH ROBERTSON

Gran Bretagna

I was really shocked by the documentary and by my own ignorance about the situation

PATRIZIA ANGELOTTI

Roma

Era ora che qualcuno, qualcosa si muovesse su questa tragedia che personalmente mi sta a cuore da anni e che non può lasciare indifferente chi ritiene di appartenere al genere umano.

Enrico Montalbano

Agrigento

migliaia di persone hanno subito torture nelle galere etniche libiche...su:
www.arcoiris.tv . IL SOGNO E L'ILLUSIONE" una intervista forte su questa realtà.

MADDALENA CENNI

Lanciano (CH)

Date voce a chi sarebbe rimasto muto e solo. Adesso sentiamo le loro grida, il dolore, la rabbia e la voglia di riscatto e felicità. Grazie.

ANNA MARIA PATTI

Roma

Non è possibile far finta di non sapere

MARCELLO CARBUTTI

Andria

Ma un altro mondo è possibile? Si.. sarà dura ma ja famo!

CRISTIAN CICCONE

Itri (LT)

sappiamo tutti che dietro queste storie ci sono giri di soldi che non finiscono mai, sappiamo tutti che l'italia non puo' contenere un flusso di immigrati incontrollato, ma sappiamo anche, noi che firmiamo, ora, le pene incommensurabili ed indelebili di questi uomini che con coraggio abbandonano la loro terra per condizioni migliori di vita...cerchiamo quantomeno di arginare la loro sofferenza!! controllate ste prigioni!!dite a gheddafi di rigirare un po di soldi alla polizia libica, che la corrompesse lui! se non vogliamo farlo noi...

YUKO NAITO

Giappone

It is the human right to escape from the desperate situation.
As a human, if you can feel the experiences or situation of the migrants, please open the door.

ANNA CHIARA MANZO

Napoli

Salviamo il salvabile.

MUSSIE ZERAI YOSIEF

Eritrea

E necessario garantire un ingresso proteto e sicuro, con programmi di reinsediamento, ma questo non deve escludere la possibilità di un richiedente asilo arrivi nel territorio nazionale in via traverse possa accedere al diritto di asilo.
L'Italia per prima deve abbatere il muro che sta costruendo ne mediterranio, oggi come conseguenza della politica Italian ed Europea nell'altra sponda del mediterranio vengono violate i diritti umani come se fosse la cosa più normale di questo mondo nella totale indifferenza del mondo politico e italiano ed europeo.
Si spingono paesi come Egitto, Libia, Tunisia, Algeria... a farsi carico del problema ignorando che questi paesi già fanno fatica a riconoscere i diritti umani e civili dei loro cittadini figuriamoci dei migranti. Paesi come la libia non hanno mai firmato convenzioni o trettati sui diritti umani. L'Italia ci deve spiegare in base a quale criterio chiede alla Libia di occuparsene aiutandola nella costruzione di campi che sono ormai centri di detenzione.

MARTINA FAVA

Bruxelles

Il rispetto per ogni "essere vivente" è necessario e indispensabile in una democrazia.

GIOVANNI LORENZI

Cosenza

Sono Calabrese, come buona parte dei miei conterranei, ho avuto degli emigranti nella mia famiaglia..tanti zii che non ho mai conosciuto..Sono solidale con questi fratelli che il governo ignobile di questo paese, spalleggiato dall'Europa, criminalizza: BISOGNA GRIDARLO!!!

GERMANAQ GRACEFFO

Agrigento

diciamo basta alle vergognose mutilazioni fatte ai diritti umani con il benestare dei governi europei

GABRIEL BARAVALLE

Italia

fermate questa vergogna

MARCO VICENZI

Legnano (MI)

Non possiamo stare zitti!!!

AGNESE BRESIN

Roma

Basta far finta di niente!

PIERCARLO BATTE’

Como

E' disumano impedire il libero movimento dei popoli, è inaccettabile che qualsiasi nazione che ambisca a un minimo di civiltà possa trattare così i migranti

7 commenti:

Idee a ha detto...

Buongiorno. Mi chiamo andrea e gestisco il sito
http://www.ideeaconfronto.altervista.org,
nel quale mi occupo di temi di attualità.

Mi piacerebbe fare uno scambio link
con il vostro: è possibile?

Se siete d'accordo, e se lo gradite,
fatemi sapere. La mia mail è:
ideeaconfronto@gmail.com

Saluti e buon lavoro

stefania ha detto...

Ciao,
sono Stefania del comitato madri per roma citta' aperta, sono stata una delle fortunate a vedere proiettato il documentario alla Casa delle Donne a Roma.
Una sola parola mi vergogno di far parte di questa societa'

rosalb ha detto...

Non riesco neanche oiù ad esprimere lo sdegno che mi assale di fronte a tutto questo! Ora ri-posto, come ho già fatto altre volte, l'aggiornamento sul mio blog che è sull'Africa e "dintorni". Spero servirà a qualcosa! Se vi va mi farebbe piacere fare uno scambio link o qualsiasi cosa possiate credere utile! Io a breve "emigrerò" da questo paese che non sento più mio ed andrò a vivere in Mali. E ne sono felice! Ok. Il mio blog è www.kreb.blog.kataweb.it
Saluti cari e buon lavoro! Rosalba.

paola monty ha detto...

Uomo, scrivi: "Sono un vigliacco". Mai è stato così facile seguire questa corrente indolore ed inodore di insulsa tracotanza, di analfabeta prepotenza verso l'altro e la nostra terra... mai come ora, in cui abbiamo dei degni rappresentanti del nostro popolo che si riempiono la bocca di parole così perfette per i nostri tempi storici così pieni di "vuoto" (orrore: ne facciamo parte!)da sembrare perfette... ora che siamo anche così pieni di problemi tutti nostri in questo piccolo e fortunato paese che è però tutto nostro (giù le mani!)... seguire questa corrente che si direbbe piena di sangue umano, ma non lo è di certo, perchè tanto non si sentono odori o urla, e non sporca... i tappi nelle orecchie e nelle narici, le bende sugli occhi, tutto funziona a meraviglia... e le tue mani intrecciate igienicamente dietro la schiena, stanno così comode e... pulite! Uomo, sei un vigliacco... ma quel che è peggio, sei anche un italiano! Paola Monty

paola lampedusa ha detto...

Quando in futuro la storia giudicherà l'Italia di oggi, nessun alibi e nessuna scusa attenuerà la responsabilità di ciascuno di noi.
Grazie a quanti - tramite questa petizione - ci offrono l'opportunità di riacquistare voce e dignità e la possibilità di non renderci complici di questa tragedia.

sinn féin ha detto...

perchè solo i potenti del mondo capitalista, del mondo "occidentale", possono commettere crimini contro l'umanità in modo così disinvolto e farla franca?
Il governo italiano deve andare di fronte alla Corte di giustizia internazionale come è stato per l'ex presidente jugoslavo...
Anche gli USA devono essere ancora incriminati per il genocidio dei nativi... Nel mondo non devono esserci discriminazioni anche tra le vittime: vittime "ricche" (Israele, Tibet) e vittime povere (nativi nordamericani, armeni, curdi, africani...).

assia ha detto...

Senza alcun indugio "rompiamo il silenzio" altrimenti diventeremo anche noi complici di questi crimini contro l'uomo e l'intera umanità
Assia (AV)